marco valenti scrive

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23 settembre 2014

Il fiume


THE RIVER

Ormai un bel po’ di anni fa, millennio scorso, uscivo con un gruppo di amici e si suonava e poi si beveva e si tirava tardi parlando di tutto e di più. All’epoca stavo scrivendo un romanzo a tinte noir dove avevo un tipo che metteva un CD e un brano con il tasto “repeat” per suonarlo all’infinito. Prendeva una dose di barbiturici adeguata per suicidarsi. Moriva. 
Il libro si apriva così. 
Chiedevo agli amici quale brano avrebbero scelto per suicidarsi. Chiedevo un brano che fosse struggente, bellissimo, triste e definitivo, piacevole ma ultimo. Ne venne fuori una lunga chiacchierata per niente lugubre: intensa e – credetemi – a tratti divertente e sempre arguta. Il libro è rimasto, in compagnia di altri, nel cassetto ma il brano scelto era “The river” di Bruce Springsteen. 

Immenso inno dolente e disperato contro una società che non lascia che l’individuo riesca. Lo reputo perfetto. 

Non so se il libro uscirà dal cassetto ma il 23 settembre del 2014 il Boss ha compiuto 65 anni e mi è venuta in mente questa cosa. 

Così molto semplicemente ve la volevo dire. Quale brano usereste voi? (In una finzione libraria: ovviamente)






Vengo dal fondo della valle dove, signore, quando sei giovane ti fanno crescere per farti fare il lavoro che faceva tuo padre. 
Io e Mary ci incontrammo al liceo quando lei aveva solo diciassette anni. Ci allontanammo in macchina da questa valle verso posti dove i campi sono verdi Andammo giù al fiume e nel fiume ci tuffammo. Oh! corremmo giù al fiume. Poi misi incinta Mary e, amico, questo fu tutto quello che mi scrisse e per il mio diciannovesimo compleanno ricevetti un libretto di lavoro e un abito da matrimonio. 
Andammo fino al municipio e il giudice mise tutto in regola. Nessun sorriso il giorno delle nozze, nessun corteo nuziale, nessun fiore, nessun abito da sposa. 
Quella notte andammo giù al fiume e nel fiume ci tuffammo. Oh corremmo giù al fiume.
 Trovai un lavoro di manovale per la Johnstown Company ma in seguito non c'era più molto lavoro per via della crisi economica. Ora tutte quelle cose che sembravano così importanti, beh, signore, sono svanite nell'aria. 
Ora io mi comporto come se non lo ricordassi e Mary come se non gliene importasse ma ricordo che giravamo nell'auto di mio padre. Il suo corpo bagnato e abbronzato giù al bacino. 
Di notte giacevo sveglio su quelle sponde e la stringevo forte a me, solo per sentire ogni suo respiro. 
Ora questi ricordi ritornano e mi tormentano. 
Mi tormentano come una maledizione. 
È un sogno, una bugia, se non diviene realtà o qualcosa peggio ancora, che mi manda giù al fiume anche se so che il fiume è secco. Giù al fiume, io e il mio tesoro. Oh corremmo giù al fiume.

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