marco valenti scrive

marco valenti scrive

10 aprile 2014

risultato eccellente?


 
 
Siamo pieni di sondaggi, sulle televisioni e sui giornali, ma molto meno pieni di ragionamento e di buon senso.

Secondo una (variabile ma cospicua) maggioranza, a detta di uno degli ultimi sondaggi, i lavoratori statali sarebbero TROPPO tutelati rispetto agli altri. Si fa strada l’idea che il contratto collettivo e l’assunzione a tempo indeterminato non siano diritti acquisiti ma lussi.




Ricordo che la voce dipendenti pubblici con contratto di lavoro a tempo indeterminato riguarda non soltanto il comparto dei Ministeri, quello della Presidenza del Consiglio e di Camera e Senato  ma anche Regioni, Comuni, Enti locali e include il sistema sanitario nazionale, la protezione civile, esercito e polizia.
Non sono la stessa cosa ma i sondaggi non vanno per il sottile.
Un sacco di privilegiati la cui colpa fondamentale è avere passato un concorso pubblico ed essere stati assunti.
Ricordo che ministeriali e insegnanti sono tra i meno pagati in Europa, che i contratti collettivi nazionali sono da rinnovare da diversi anni e che tagli di bilancio hanno colpito sensibilmente quasi tutti i comparti menzionati.

Un altro tema, sia ben chiaro che è un altro tema, è quello di contratti di Alti Dirigenti dello Stato e di vari Enti: alcuni livelli apicali hanno contratti molto alti.

Ricordo che un contratto si firma in due: è siglato da chi percepisce lo stipendio ma anche da chi lo eroga.

I due temi comunque compattano l’opinione della maggioranza degli italiani.

Un buon risultato?

Se si intendeva canalizzare l’invidia del popolo italico su categorie mirate (straordinariamente variegate all’interno di ciascuna e molto diverse tra loro) il risultato è eccellente.

Ci consente di fare falso in bilancio senza penale,
di evadere ed eludere le tasse,
di pagare le medicine più che nel resto dell’Europa,
di dare la colpa all’Europa o all’Euro,
di avere pezzi di Paese controllati dalla malavita,
di avere in generale salari bassi,
di avere (per chi è almeno dirigente) cumulo di incarichi in capo a una stessa persona,  
di avere imprenditori che dichiarano meno dell’ultimo loro dipendente,
di intestare il Suv alla Società e magari di comprarlo con qualche contributo,
di fare e veder fatte un sacco e una sporta di altre cosucce ma a cuor leggero.

Ci illude di non essere come ci hanno ridotto negli ultimi venti anni:
gli uni contro gli altri,
gelosi del proprio orticello,
pronti a dare la colpa al vicino e
miopi
sia verso le grandezze dei numeri in gioco
 che verso quel senso civico che, del resto, non abbiamo mai avuto.

Eccellente.

Siamo passati dall’arte di arrangiarsi al mestiere di fregare e galleggiare privi di qualsiasi vergogna a qualunque livello.

 



Io sono troppo bolognese, tu sei troppo napoletano egli è troppo torinese e voi siete troppo di Bari
sì noi siamo troppo orgogliosi, loro sono troppo veneziani e anche dentro la stessa città, siamo sempre troppo lontani!

E siamo sempre troppo romani, e si che siamo troppo milanesi e lo vedi anche allo stadio che siamo sempre troppo tesi siamo tifosi poco sportivi perché siamo troppo fiorentini e la polizia controlla che non stiamo troppo vicini!
E allora son troppo bolognese, tu sei troppo cagliaritano sventoliamo troppe bandiere, col bastone nella mano
e diventiamo troppo violenti, e se non ci spacchiamo i denti comunque ci promettiamo in coro che ci romperemo il culo!

E io sono troppo emiliano, tu sei troppo siciliano egli è troppo calabrese, e voi troppo molisani
e noi siamo troppo chiusi, loro son troppo altoatesini e anche se è caduto il muro, abbiamo sempre troppi confini!

...e poi eravamo troppo fascisti e anche troppo menefreghisti allora giù botte coi manganelli comunque non eravamo troppo fratelli
poi diventammo troppo comunisti, e anche troppo democristiani e sì che il tempo passa ma siamo ancora troppo italiani!

...Sì che eravamo troppo fascisti oppure troppo menefreghisti e allora giù botte coi manganelli non eravamo troppo fratelli

poi diventammo troppo comunisti e anche troppo democristiani

e sì che il tempo passa

siamo ancora troppo italiani!

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