marco valenti scrive

marco valenti scrive

4 febbraio 2018

Sempre e per sempre dalla stessa parte mi troverai



sempre e per sempre


Pioggia e sole
Cambiano
La faccia alle persone
Fanno il diavolo a quattro nel cuore e passano
E tornano
E non la smettono mai

Sempre e per sempre tu
Ricordati
Dovunque sei
Se mi cercherai
Sempre e per sempre
Dalla stessa parte mi troverai
Ho visto gente andare, perdersi e tornare
E perdersi ancora
E tendere la mano a mani vuote
E con le stesse scarpe camminare
Per diverse strade
O con diverse scarpe
Su una strada sola
Tu non credere
Se qualcuno ti dirà
Che non sono più lo stesso ormai

Pioggia e sole abbaiano e mordono
Ma lasciano
Lasciano il tempo che trovano
E il vero amore può
Nascondersi
Confondersi
Ma non può perdersi mai

Sempre e per sempre
Dalla stessa parte mi troverai
Sempre e per sempre

Dalla stessa parte mi troverai.




Terrorismo etnico e mandanti morali



Comincerei con il definire come terrorista un uomo che semina il terrore.

 Da questo assunto condiviso definiamo in questo modo un uomo di colore che a bordo di un furgone semina il panico tra la folla di una qualsiasi città uccidendo persone. Terrorizzando.
Che sia folle è per quasi tutti noi ovvio, così come è evidente che la sua follia è alimentata del disagio personale ma anche da condizionamenti esterni che lo incitano e lo inducono a compiere l’atto che comunemente definiamo “atto terroristico”.

Perciò stigmatizziamo, giustamente, una cattiva propaganda di Imam imbonitori di odio e, con un nesso logico, li definiamo mandanti.

In più deprechiamo l’odio razziale che ci rende esposti a teli folli atti.

Il 3 febbraio 2018 a Macerata un pazzo ventottenne ha sparato per due ore dalla propria automobile a tutte le persone di colore che incontrava, prima di venire arrestato. 
La città ha chiuso per tre ore per terrore.
Possiamo perciò definirlo un terrorista secondo i ragionamenti fatti.
Ciascuno ha il diritto di cercare “gli Imam” che, cattivi maestri, hanno armato la sua folle azione terroristica senza che alcuno abbia da eccepire.

Responsabili morali; mandanti.

Qualcuno di questi mandanti potrà essere votato dal popolo italiano alle prossime elezioni politiche.

Buon voto a tutti.


14 gennaio 2018

La buona comunità, il condominio, la democrazia




LA COMUNITA’

Il regolamento di condominio.
 (breve storia politica triste).


Tizio, Caio e Sempronio sono proprietari di porzioni immobiliari.

Tizio ha il 60% della proprietà – parliamo di millesimi – Caio il 25% e Sempronio il 15%.

Si deve prendere una decisione.
Tizio è favorevole; Caio e Sempronio contrari.
Se si va per millesimi Tizio non è un condomino ma un Padrone; altrimenti un democratico.

Questo accade nel mondo. Questo accade nelle multinazionali. 
Questo accade in politica.

Se si va per millesimi Caio e Sempronio non possono stare con Tizio.
Tizio non fa parte dello stesso condominio.
Punto.

Se Tizio ne vuol far parte come proprietario della maggioranza millesimale e Caio e Sempronio abboccano avrà vinto, ma nel conteggio delle teste sarà sempre un Padrone e non un riferimento condiviso.
Se Tizio ha voglia di condominio non potrà fermarsi al conto millesimale.
Se Tizio è per il conto millesimale e non "per capoccia" invece mi chiedo: Caio e Sempronio che hanno fatto a fare un condominio con lui?

La politica è semplice.

Ma solo per chi la vuole capire; per gli altri è una guerra e non sanno che è inutile.


Mi spiace tanto per loro.



2 gennaio 2018

Salvezza (Nr.1)



Soltanto regole di cooperazione tra diversi livelli di governo dei territori,

 trasparenti, normate anche nelle forme di informazione e partecipazione della cittadinanza attiva, 

unitamente a chiari canali di finanziamento degli investimenti sui territori, 

di conferimento di risorse ordinarie e aggiuntive, 

anche esse regolate da norma di legge e condizionate ad una efficace competenza e capacità amministrativa e programmatica degli enti locali recettori di tali risorse, 

potranno togliere all’arbitrio delle maggioranze di governo nazionali lo sviluppo o il non sviluppo di porzioni rilevanti di Paese.


Oltre a ciò si aggiungano un presidio e un controllo dei territori perché vengano sottratti al controllo della malavita organizzata e del malaffare. 
Contemporaneamente offrendo alternative dignitose alla mala vita.

E' inoltre indispensabile una forma di responsabile pacificazione nazionale che porti, nell'interesse dei cittadini e della loro dignità, ad una cooperazione costante di tutte le persone che vivono, abitano, studiano, lavorano, visitano ogni singolo territorio.

Allora, se riesco a spiegarmi, il bieco consociativismo spartitorio sarebbe invece segno di maturità istituzionale e intelligenza civica: maturità e consapevolezza assenti quasi ovunque in un Paese devastato da inutili, penose, lotte tra penultimi e ultimi.
(Dannata coperta corta!)
Tutto ciò è sconcio e umiliante per il pensiero umano ma non serve lamentarsene ma porvi rimedio cominciando dai propri comportamenti.

Tanti pensieri avversi al nostro ma nessun nemico. Solo persone con cui parlare, ostinatamente ma serenamente, nel merito delle cose.

(Mettetevi nei panni degli altri e pensate con la vostra testa: non fate il contrario lasciando che altri pensino per voi).

Se questo pensiero sulle persone vi par laico, e lo è, è evidente che non possa escludere chi è non-laico qualunque fede professi. 
Con quel bel rispetto reciproco che deve sempre accompagnare ogni interazione.

(Siate laici rispettosi di chi crede o credenti rispettosi di chi non crede: comunque rispettosi)

Non gente alla quale parlare; non scontentezze da annotare (come per dire io vado tra la gente, nei mercati, nelle piazze). Persone con cui studiare per capire e poi fare.

Uscendo fuori dalla retorica di Civico e Più Civico, c'è gente che si associa liberamente e senza fini di lucro o di Potere e ha desiderio di venire ascoltata e di partecipare. Una politica civile di un Paese civile rende normale (e normato) l'ascolto della società civile e della cittadinanza attiva prima di prendere decisioni che impattino sulle vite dei territori. 
Una volta, per tutto questo, si usava il termine partenariato: magari se lo chiamassimo "Partenariato 2.0" farebbe più effetto.


Tutto ciò deve essere ancora fatto e dovrà essere fatto bene.


Servono un paio di legislature di esseri umani liberi  che, per la prima volta dopo decine di anni, servano unicamente gli interessi del Paese con onore e disciplina e non abbiano alcun interesse o tornaconto personale oltre il giusto compenso del loro lavoro parlamentare.


Perché deve essere evidente a tutti 
che le convenienze dell'essere un Politico, 
oggi, sono finanziariamente più altre del ben più che dignitoso compenso del quale giustamente i nostri rappresentanti godono. 

Le risorse economiche dispiegate da molti in campagna elettorale sono altrimenti irragionevolmente e spropositatamente alte.


Tutto ciò non è scontato.

Tuttavia è doveroso.


(continua)

30 dicembre 2017

Potrebbe essere un buon anno





Quest’anno avrei voluto riservare i miei auguri alle poche persone che mi sono vicine nella realtà, fuori dai social. Me ne convincevo scorrendo le belle parole che avevo condiviso socialmente, inutilmente, gli altri anni. Non solo in prossimità di capodanno.

Mi sentivo sconfortato rispetto a fare un augurio "social" e avevo scartato diversi tentativi.




Sconfortato dallo stato delle cose, l’approssimazione del pensiero, il perpetuarsi di lotte individualiste tra poveri e più poveri, tra ultimi e penultimi.

Le meschinità del pensiero dei più a certificare l’inutilità della rete piena di mediocri cattivi maestri che hanno facile presa in un popolo che ha abdicato alla elaborazione di un pensiero lento, congruente, complesso e studiato, andando appresso a slogan da due spicci.

Sempliciotti astiosi e creduloni.

Dal canto mio nessuna pretesa di autorevolezza o di volere o potere far ragionare in un luogo dove nessuno fa un po’ di analisi delle notizie precotte ma sceglie il suo canale radio acriticamente.


Siamo alle macerie del pensiero, al trionfo del luogo comune e della ignoranza. Trovo che l'ultimo anno sia stato devastante.

Qualche augurio, tuttavia, mi è rimasto; forse un disperato auspicio.


“Mettetevi nei panni degli altri e pensate con la vostra testa: non fate il contrario lasciando che altri pensino per voi.

Informatevi consapevolmente verificando ogni informazione prima di assumerla come verità.
Leggete e studiate.

Siate laici rispettosi di chi crede o credenti rispettosi di chi non crede: comunque rispettosi.

Date ragione ad un pensiero che vi convince, convincendovene; non ad un personaggio che vi piace, lasciandovi convincere acriticamente.

Potrebbe essere un buon anno: ce lo auguro.”